
Villa il Sorriso, il centro dove si aiutano le persone a rialzarsi
L’arcivescovo Gherardo in visita alla struttura di riabilitazione della Asl, sulle colline fiorentine, dove l’associazione Habilia oltre alla fisioterapia organizza visite ai musei e attività sportive. Obiettivo, ritrovare l’autonomia abitativa e lavorativa
In via San Felice a Ema. nel cuore delle colline che circondano il Poggio Imperiale a Firenze, si trova Villa il Sorriso. Un Centro di riabilitazione della Asl dove chi ha subito lesioni midollari può ricominciare e. attraverso un percorso studiato e adattato a ogni singolo caso, recuperate nuovamente l’autonomia abitativa e lavorativa .In poche parole, tornare a sorridere.
Villa il Sorriso e un’eccellenza del territorio fiorentino e toscano e martedì 12 maggio ha accolto l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, che insieme a don Fabio Marella, vicedirettore della Caritas diocesana di Firenze, ha visitato il centro e soprattutto ha conosciuto l pazienti e il personale che lavora nella struttura.
Gambelli è stato ricevuto da Vito D’AIoisio e Giuliano Coradeschi. rispettivamente presidente c consigliere di Habilia ETS. l’associazione di paraplegici e disabili motori che gestisce e opera attivamente nella struttura: «A Villa il Sorriso non c’è solo la fisioterapia, ma anche il bel rapporto che si crea tra gli ospiti della struttura. È un piacere per chi è ricoverato raccontare i propri problemi e condividere la propria esperienza con gli altri»
Tra le diverse Iniziative che promuove, Habilla si occupa di organizzare visite nei principali musei della città per permettere nuovamente alle persone di uscire di casa, di tornare a vivere dopo eventi cosi traumatici e difficili da elaborare. Coradeschi per esempio ha raccontato che spesso il lunedì, giorno di chiusura al pubblico, organizzano delle visite agli Uffizi, diventando quasi «padroni del museo». Allo stesso modo si recano in altri musei ed edifici storici della Città per visitare con le guide le mostre esposte e insieme condividere le proprie idee e sensazioni. La grande partecipazione a queste iniziative è una prova concreta di quanto siano apprezzate anche perché, come ha aggiunto il presidente D’Aloisio, «l’incrocio e la connessione di storie parallele permettono di sviluppare idee e progetti sempre nuovi»
Successivamente la dottoressa (Ilaria Spaghetti, direttrice medica di Villa il Sorriso, ha accompagnato l’arcivescovo in una visita più approfondita attraverso le varie aree della struttura: «Abbiamo una palestra dove i pazienti svolgono attività motoria e fisioterapia, inoltre ci sono varie camere di degenza allestite con bagni accessibili». È presente anche una stanza dove lavora il terapista occupazionale, ovvero un professionista che aiuta i pazienti a svolgere nuovamente gesti quotidiani come per esempio afferrare oggetti oppure alzarsi e scendere dal letto.
La direttrice ha raccontalo che la struttura, recentemente restaurata, è un posto di speranza che ha permesso a tante persone di rinascere e cambiare. Ovviamente però ha tenuto a precisare che tutto questo non sarebbe possibile senza il personale medico e sanitario che svolge ogni giorno un lavoro enorme e difficile. Come infatti hanno raccontato alcuni di loro, alla passione per il mestiere si aggiunge anche la consapevolezza di dover gestire pazienti spesso complessi.
Infatti, quando parliamo di lesione midollare la componente motoria potrebbe essere definita la «punta dell’Iceberg» perché ci sono tanti altri aspetti importanti da considerare: il fattore psicologico, caratteriale e anche quello relativo al funzionamento degli altri organi vitali come l’intestino, la vescica o l’apparato sessuale.
In seguito, durante un piccolo rinfresco allestito nella sala da pranzo, l’arcivescovo ha elogiato realtà come Villa il Sorriso, «un luogo bello dove nei volti delle persone vediamo la gioia di sostenere e svolgere questo servizio». Ha ribadito inoltre quanto sia fondamentale aiutare le persone a recuperare l’autonomia lavorativa e abitativa anche per sostenere i propri familiari: «Papa Francesco diceva che nella vita è importante non cadere ma anche non restare seduti per terra, e quello che viene fatto a Villa iI Sorriso è un messaggio bello per lutti». Si è aggiunto anche don Fabio Marella, che ha sottolineato l’impegno che la diocesi sta portando avanti, attivandosi per l’inclusione delle persone con disabilità e cercando di costruire percorsi insieme alle associazioni che operano sul territorio.
Alla fine della visita, il presidente di Habilia ha accompagnato l’arcivescovo in un’altra sala per ascoltate insieme la registrazione di «David nella notte», la poesia che D’Aloisio aveva scritto in occasione di un flash mob organizzato al Piazzale Michelangelo il 4 aprile scorso, Giornata Nazionale della lesione midollare: «Mi sono immaginalo un dialogo con la statua del David di Michelangelo, cercando una connessione tra la lesione midollare e il David stesso», ha raccontato commosso il presidente.
di Selene Corrado


